Relazione Commissione d’inchiesta

Riportiamo l’articolo di Senigallia Notizie in merito all’incontro di ieri, 25 gennaio a San Rocco, tenuto dal Presidente della Commissione Roberto Mancini.

In merito occorre fare alcune precisazioni quando parla del mio intervento. Io non ho detto che i lavori su ponte Perilli non saranno di aiuto in caso di una nuova alluvione, ma ho detto tutto il contrario.

La manutenzione deliberata non prevedendo il rifacimento delle pile centrali, o almeno una loro manutenzione e non prevedendo un innalzamento dell’intradosso del ponte, non apporta nessun beneficio anzi, attraverso la realizzazione di una passerella di 2 metri a lato del ponte si viene a caricare ulteriormente le pile già dichiarate lesionate fin dal 1976 (ing. Balducci Giorgio capo Ufficio Tecnico Comunale) dopo l’alluvione di quell’anno.

Ho inoltre aggiunto che spendere quasi 800.000 € per “arciappellare il ponte”, mentre per rifarlo nuovo senza piloni in alveo costerebbe solo 200.000 € in più, è completamente PAZZESCO e un insulto a tutti noi cittadini.

Inoltre la somma urgenza addottata dal comune per aggirare i bandi pubblici per i lavori di manutenzione del ponte non erano addottabili in quanto fin dal giorno 14/02/2014 (dopo una segnalazione dei vigili del fuoco del 10/02/2014 in cui diffidavano il comune dal non intervenire sul ponte 2 Giugno) hanno appurato che anche il ponte Perilli presentava problemi di sicurezza. Ora in un anno di tempo si poteva tranquillamente procedere ad una gara di appalto regolare e non affidando i lavori ad EDRA Costruzioni e all’ing. Roberto Ortolani.

Ho anche affermato che l’ultimo ponte rifatto dal comune il ponte Portone, è stato un esempio di incapacità e spreco di denaro pubblico in quanto lo hanno fatto senza pile in alveo, ma con l’intradosso più basso della sezione sottratta dai piloni.

Una volta che si poteva rifarlo sopra il livello degli argini, per evitare ogni blocco al passaggio dell’acqua, lo hanno addirittura fatto più basso. Inoltre, in fase di realizazione, per errori costruttivi hanno fatto le travi portanti più corte e per utilizarle hanno prolungato gli attacchi laterali ecc.. ecc.. in parole povere hanno fatto una coglioneria spendendo la cifra necessaria per tre ponti fatti bene (oltre 3 milioni di euro).

Inoltre non risulta TRACCIA l’intervento finale fatto dall’avvocato Corrado Canafoglia portavoce del Coordinamento degli alluvionati 3 maggio 2014 in merito al modo come potere risarcire i cittadini alluvionati in tempi brevi e in modo soddisfacente.

Debbo inoltre fare notare che nessun risarcimento sarà mai deliberato da stato o regione in quanto l’evento non è un disastro ambientale naturale ma un disastro ambientale per omissione di manutenzione e interventi errati.  Si è quindi trattato di una mera emergenza: l’acqua è uscita per le rotture degli argini derivate dal tappo posto da questa amministrazione alla foce del fiume e la mancata sostituzione dei ponti cittadini e della manutenzione della vegetazione e del materiale depositato all’interno del fiume.

Di seguito l’articolo.

Commissione post-alluvione Senigallia: presentata relazione votata da minoranza

Un San Rocco gremito ha ascoltato il presidente Mancini, dando poi vita a un dibattito “caldo”

Roberto Mancini presenta la relazione sull'alluvione del 3 maggio 2014 C’era Roberto Mancini, consigliere comunale e ormai ex presidente della commissione di inchiesta sull’alluvione che ha colpito Senigallia il 3 maggio 2014, c’erano tanti esponenti di maggioranza e opposizione consiliare, assessori e vicesindaco, candidati alle prossime elezioni e c’era un auditorium San Rocco gremito.

L’occasione era, nel pomeriggio di domenica 25 gennaio, la presentazione alla cittadinanza della relazione seguita ad audizioni, indagini e ricerche sull’evento alluvionale, prodotta dalla commissione di inchiesta e approvata dalle forze di minoranza che siedono in Consiglio Comunale a Senigallia.

La relazione e l’annuncio della sua presentazione pubblica avevano scatenato una vera e propria bagarre tra gli esponenti politici di Senigallia, con comunicati stampa incrociati, in cui si parlava di querele, scorrettezze, fangomancati passaggi consiliari, scudi levati a difendere questa o quell’altra fazione.

Così, dopo giorni di botta e risposta, si è giunti ad un appuntamento che, se da una parte è stato per certi versi anche didattico, con Mancini ad esporre punto per punto la relazione, non senza introdurre elementi anche tecnici e storici della gestione dell’emergenza, del territorio, delle aree di rischio idrogeologico, dei lavori che è prioritario fare per mettere città e cittadini in sicurezza, dall’altra parte si è trasformato, durante il dibattito aperto, in una nuova contrapposizione tra le due parti.

Roberto Paradisi ha dato il la alle discussioni, tirando in ballo il siluramento dell’ingegner Vito Macchia, redattore della proposta di perimetrazione di ampie parti della città nella zona a più alto rischio idrogeologico, poi ridotte drasticamente da Consiglio Comunale e Giunta, che nel 2001 presentarono il Piano di Assetto Idrogeologico ora in vigore.

Roberto Mancini presenta la relazione sull'alluvione del 3 maggio 2014Proprio quella riperimetrazione è al centro di molte polemiche, a cui ha provato a rispondere Carlo Girolametti, tra i firmatari di un’altra relazione, che la maggioranza presenterà in Consiglio Comunale il 28 gennaio.

Girolametti ha provato a spiegare diversamente la vicenda dell’ingegner Macchia, affermando che egli non si sarebbe espresso in merito alla riduzione delle aree a rischio, visto che non ci sono verbali che riportano opposizioni del tecnico. Ma la contestazione mossa dalla minoranza è proprio sul fatto che non sarebbe stato dato spazio all’ingegnere per intervenire.

Girolametti ha anche affermato che nel 2001, ai tempi della redazione del PAI, su indicazione dell’ingegner Alessandro Mancinelli, si optò per non mettere la quasi totalità di Senigallia sotto tutela, in attesa però di compiere in maniera celere e precisa misure e rilevazioni che fornissero reali riscontri, ad esempio sulla reale portata del fiume e sullo stato degli argini. Ma come ha sottolineato lo stesso consigliere comunale, nonostante fosse stato lo stesso Mancinelli a sollecitare il Comune ad operare in tal senso, alle indicazioni dell’ingegnere non è stato dato completo seguito e queste misurazioni dopo 14 anni non sono state fatte.

Altri interventi si sono susseguiti, come la disamina degli errori compiuti in fase di ampliamento del porto e quelli nel rifacimento di ponte Portone, sottolineando, a detta di Giorgio Sartini, che i lavori iniziati proprio in questi giorni su ponte Perilli non saranno di aiuto in caso di un nuovo ingrossamento del Misa.

Simone Ceresoni ha poi rivendicato il cambio di impostazione, in questi anni di governo, da una politica che anteponeva l’edificazione anche alla sicurezza dei cittadini, verso una politica di riduzione delle cubature.

Le parole che però hanno probabilmente messo d’accordo tutti i cittadini di Senigallia presenti all’auditorium San Rocco, sono state quelle di Bruno Secchiaroli (ex rappresentante del comitato che lottò contro la costruzione del centro commerciale Il Molino e delle aree sorte dirimpetto a Borgo Molino): “Da oggi in poi non vorremmo sentire più raccontare ciò che non è stato fatto fino ad oggi da maggioranza e opposizione, ma ciò che i nostri amministratori faranno da ora in avanti perchè Senigallia non sia più alluvionata”.